Sagra d'la Panissa

Come nasce la sagra

Siamo nel 1991, nell'estate di quell'anno, a Porta Casale, c'è un gruppo di amici. Abitanti del rione, commercianti della zona. Decidono tutti assieme di fare qualcosa per il rione.

Riscoprire uno dei Rioni storici di Vercelli. Ma come? Con una Sagra. Che riscopra storia e tradizioni di Porta Casale e faccia apprezzare un piatto tipico. Quale? La Panissa, perbacco. Perchè di quella idea, buttata lì tra una chiacchierata e l'altra, si impadronisce Guido Manolli. Il tempo però stringe. Bisogna correre.

Guido mette subito al lavoro gli amici che in quell'avventura dal futuro incerto ma avvincente si lasciano coinvolgere. Primo fra tutti papà Mario che già pregusta un successo che non mancherà.

La prima edizione

Resta subito da chiarire quando farla e dove. Per il posto non c'è problema.

La Sagra si fa in via Peroglio dove oltre al Guido Manolli ed a papà Mario abitano altri componenti del Direttivo appena costituito. E quelli che non abitano lì, abitano di fronte e su via Peroglio si affacciano. Insomma una cosa in famiglia. E dopo il luogo, la data. Per non pestare i piedi a nessuno, in città esistono già due Sagre che si svolgono tra fine agosto ed i primi di settembre, si sceglie sabato 14 settembre. Tutto è destinato a consumarsi in un solo giorno: la mattina si montano le strutture; la sera, finito di mangiare e terminato lo spettacolo, si smonta. Perchè l'indomani mattina la via deve essere libera al traffico.

Si parte. Ed arriva il successo. Enorme.

Pensare al bis è nell'ordine naturale delle cose.

La seconda edizione va, dunque, presto in cantiere.

Sarà ancora di un giorno ma verrà anticipata a fine agosto. Il successo si ripete. La Panissa spopola. La fila degli estimatori si allunga a dismisura.

Contribuisce uno spettacolo musicale di prim'ordine, grazie anche a Peppino Bolzoni.

La sagra si allunga.

Per la terza edizione la novità più importante è rappresentata dal raddoppio. Due serate, il sabato e la domenica.

Intanto si è occupato anche una parte di corso De Rege. Con qualche problema al traffico ma tante soddisfazioni per gli organizzatori. Il Comitato nel frattempo si è irrobustito. Attorno alla Sagra nascono le prime iniziative collaterali. Con la gastronomia e la musica entrano in scena cultura e sport. Ormai la Sagra sta diventando un fatto cittadino. Si parla sempre di più di Porta Casale e della Panissa. Proprio quello che volevano i promotori in quel caldo pomeriggio del '91 quando lanciarono l'idea.

Adesso lo spazio "angolo Corso De Rege - Via Peroglio" è diventato effettivamente angusto. I problemi logistici troppi. Si pensa ad un'altra sede. Lasciare la storica via Peroglio è, però, un po' come togliere una creatura agli organizzatori, specialmente a Guido Manolli. Ma l'area della Palestra Mazzini affascina. Per lo spazio che offre e quindi per la possibilità di proporre altre iniziative. Questo soprattutto stuzzica il Guido che si lascia convincere dagli amici al grande salto.

L'edizione del 1994 è dunque la prima che si tiene del cortile della storica Palestra.

L'area è accogliente. L'interno della Palestra consente di allestire, in tutta calma e con grande successo, proposte culturali cui aderiscono con slancio, da subito, i pittori del Gruppo Saint Tropez.

La quarta edizione dura tre giorni.

Per la prima volta viene allestito anche il ballo a palchetto. Dagli spettacoli musicali si passa alla serate danzanti ed ai tanti ospiti d'onore. Non a caso quell'anno si esibiscono personaggi del calibro dei fratelli Rigon. Poi sarà la volta anche dei Celti e di Giampiero Ausano e la sua Erre City Folk.

Perchè la Sagra non dimentica le tradizioni, il folklore cittadino.

Anzi li riscopre, grazie ai suoi interpreti più importanti. A ricordarcelo è anche Francesco Leale, giornalista, caricaturista. Un'artista grande amico della Sagra. Ogni anni scrive amarcord indimenticabili sul libretto che illustra la manifestazione. La regina però è sempre la Panissa. Sempre più apprezzata.

La Sagra è presa letteralmente d'assalto.

Cosicchè l'anno dopo, siamo nel '95, passare a quattro giorni è un fatto ineluttabile. Si comincia il giovedì.

Arrivano anche altre iniziative come la corsa podistica, le auto d'epoca.

Ormai la Sagra è un avvenimento sempre più completo. Si sta realizzando quello che sembrava un sogno. Catalizzare l'attenzione dei vercellesi nel periodo post-ferragostano, quando la città sta per svegliarsi dalle ferie ma, prima di riprendere il normale tran-tran, ha ancora tanta voglia di divertirsi, di fare festa. E la Sagra della Panissa rappresenta un'occasione da non lasciarsi sfuggire. Il successo quindi non può mancare. Al piacere di stare insieme, si unisce la possibilità di gustare il tipico piatto vercellese, di ballare con orchestre che di anno in anno si fanno sempre più importanti, di fruire di tante altre proposte. Il successo si ripete l'anno dopo.

La sei giorni.

E' così che gli organizzatori giocano un'altra grande carta. La Sagra sarà di sei giorni. Un azzardo? La gente accoglierà la proposta? Pare proprio di sì. Perchè l'area della Palestra Mazzini si riempie ogni sera. Anche perchè l'offerta del Comitato è sempre più completa.

Ormai si esce la sera per andare alla Sagra. A fare un giro. A trovare gli amici. Un'occasione, magari, per incontrare chi da tempo non vedi. Di fronte al successo sempre crescente può la Sagra fermarsi? Ed il suo Presidente Guido Manolli non inventarne altre?

Ecco allora la serata dedicata ai cantanti Anni Sessanta.

Sul palco della Sagra arriva Mal. Poi sarà la volta di Rocky Roberts. Quindi Dino, l'EQUIPE 84, i DIK DIK, DON BACKY e i GIGANTI, la FORMULA TRE, i CAMALEONTI, Edoardo Vianello.

L' ingresso è, ricordiamo, assolutamente gratuito.

Le orchestre hanno i nomi di Michele, Santino Rocchetti, Vanna Isaia, Manuel Comelli, Viviana e Pagina d'Album, l'immancabile Paola Damì e la sua band, Pino Ferro e Beghini Show, Don Miko, Macho & Ringo. Ma negli anni precedenti si sono già esibiti artisti del calibro di Orietta Delli, Giusy Mercuri, Marina Madreperla.

Il lavoro che precede la manifestazione è lungo e faticoso.

Mesi e mesi a studiare ogni cosa nel minimo dettaglio. Dalla cucina, alla parte spettacolare, alle proposte culturali, alle iniziative sportive.

Nulla è lasciato al caso.

Una manifestazione di queste dimensioni non può che nascere così. Da quel lontano 14 settembre del '91 molta acqua è passata sotto i ponti. Una cosa è rimasta immutata negli amici del Comitato. La voglia di far bene. Di far conoscere la Sagra ed il Rione di Porta Casale. Ma ancor più di poter offrire serate di sano divertimento a quanti hanno voglia di visitare la Sagra. E per questo il Comitato sta già lavorando. Perchè la prossima edizione in programma nel prossimo agosto tenga fede alle aspettative. Riportare il nome di Porta Casale all'attenzione della città.

Ultimo aggiornamento: 01/08/2015 12:24
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